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Santadi

Rocce scolpite dalla pioggia e dal vento emergono da un mare verde scuro di boschi di lecci, lentischi e filliree, più a valle olivi e vitigni, fertile terra bruna coltivata fin da tempi remoti, capace di donare frutti preziosi e pascoli abbondanti per le greggi, unica e sicura ricchezza per gente semplice, avvezza alla fatica che parla una lingua antica, antica come l’origine di questo sito. Terra piena di tracce della civiltà prenuragica e nuragica: preziosissimi reperti archeologici, la fortezza di Pani-Loriga, la grotta santuario di Su Benatzu, la Tomba di Giganti, le Domus de Janas, i nuraghi dicono che l’uomo era qui già nella preistoria, venerava la Dea Madre, il Sardus Pater e la preziosa acqua fonte e simbolo di vita.

In un’oasi di lecci, di ulivi e di viti, in una terra ricca di storia e di vita, tra valli e picchi selvaggi, habitat naturale del cervo sardo e del daino, dove vola ancora e nidifica l’aquila reale, sorge Santadi, l’antica Villa di Sant’Agata de Zulkes (de Sulci o Santa Ada). Numerosissimi reperti archeologici rinvenuti su tutto il territorio attestano la presenza dell’uomo in questo lembo di Sardegna in epoca prenuragica, nuragica, fenicio-punica romana, medioevale.

Il paese possiede un tesoro inestimabile di cultura e di storia ancora gelosamente custodito nelle cavità naturali, alcune delle quali di incomparabile bellezza come le Grotte di Is Zuddas che nel calcare cambrico di Monte Meana offrono uno spettacolo di arabeschi, di luci ed ombre, determinati dalle stalattiti, dalle stalagmiti e dalle splendide aragoniti; la Grotta Santuario di Su Benatzu di notevole rilevanza archeologica per il rinvenimento di preziose suppellettili di natura religiosa di epoca nuragica.

Tra le colline che caratterizzano Santadi, particolarmente significativa è Pani-Loriga, di grande interesse storico ed archeologico, ricca di reperti risalenti al periodo precartaginese e databile tra il VII e il VI sec. a.C.: una necropoli ad incinerazione, i resti di una fortezza militare fenicio-punica.

Il territorio, a SO di Cagliari da cui dista circa 60 Km, è situato a 134 m sul livello del mare, si estende per 117,20 Kmq di cui 50 sono occupati da un fitto bosco di lecci, filliree, sughere, ginepri e da un ricco sottobosco costituito da vegetazione tipica dell’area mediterranea, dove fioriscono la peonia, lo zafferano e l’elicrisio, luogo ideale per ristorare il corpo e la mente logorati dallo stress che i ritmi della vita moderna inevitabilmente comportano. Oggi come ieri i santadesi amano, proteggono, vigilano questo paradiso verde che è stato, e, sarà, fonte di benessere e di ricchezza per le genti di oggi e le generazioni future.

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